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Cosa sono e come si riciclano i RAEE - Camec

Scritto da Admin | Jun 17, 2020 9:29:20 AM

Con l’acronimo RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) si indicano tutti i rifiuti che contengono componenti elettriche ed elettroniche e che quindi non possono essere smaltiti come comuni rifiuti indifferenziati ma devono essere trattati in specifici centri di riciclaggio, per evitare il rischio di inquinamento ambientale e per non disperdere in natura o conferire in discarica oggetti che, per la loro composizione, hanno tempi di degradazione estremamente lunghi.

Come si classificano i RAEE

I RAEE costituiscono un’importante sfida per il settore del riciclaggio, dal momento che rientrano in questa categoria i rifiuti di moltissimi oggetti di uso quotidiano che vanno inevitabilmente incontro a obsolescenza o che comunque si guastano e devono essere sostituiti e smaltiti con relativa frequenza.

Una prima classificazione suddivide i RAEE in due grandi categorie:

  • RAEE domestici, ovvero rifiuti di oggetti utilizzati in casa
  • RAEE professionali, ovvero rifiuti di oggetti usati fuori casa, all’interno di uffici, impianti di produzione, nel settore della ristorazione e così via


Salta immediatamente all’occhio che questa classificazione non riguarda il tipo di oggetti da trattare, ma solo il contesto in cui sono stati utilizzati. Per quanto riguarda la tipologia di RAEE, invece, la normativa indica
5 principali famiglie:

 

  • R1 – Apparecchiature refrigeranti: rientrano in questa categoria i frigoriferi, i congelatori e gli apparecchi di refrigerazione industriali o professionali, ma anche gli apparecchi per il condizionamento.
  • R2 – Grandi bianchi: questa categoria comprende tutti gli elettrodomestici di grandi dimensioni come lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie o forni microonde, gli impianti per il riscaldamento e i boiler.
  • R3 – TV e monitor: i monitor a cristalli liquidi e tutti i tipi di apparecchi televisivi (a tubo catodico, a schermo piatto LCD e al plasma) sono compresi in questa categoria.
  • R4 – Piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, tecnologie dell’informazione e della comunicazione, apparecchiature illuminanti e altro: questo gruppo comprende una grandissima varietà di RAEE, dal momento che vi rientrano tutti gli apparecchi elettrici normalmente utilizzati in casa (ferri da stiro, frullatori, tostapane…) ma anche i dispositivi e i complementi per l’informatica (stampanti, pc portatili, unità centrali di computer, mouse, tastiere), i pannelli solari, i telefoni di ogni tipo, molti degli attrezzi utilizzati per le piccole riparazioni o manutenzioni domestiche (tagliaerba, trapani, apparecchi a spruzzo…), le apparecchiature sportive dotate di componenti elettrici o elettronici e molti altri oggetti di uso quotidiano.
  • R5 – Sorgenti luminose: le lampade a led, a scarica, fluorescenti e i neon rientrano tutti in quest’ultima categoria di RAEE.

 

Questo breve elenco è sufficiente per dimostrare quanto sia importante trattare correttamente i RAEE: ciascuno di noi produce annualmente una grande quantità di rifiuti di questo tipo, che devono essere gestiti in modo corretto per non provocare danni ambientali. Anche per questo, la Comunità Europea ha emesso varie normative – poi recepite dai singoli Paesi membri – che indicano come gestire i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche creando un circolo virtuoso che ha l’obiettivo di:

  • Limitare al massimo la produzione di RAEE favorendo il recupero e il riciclo dei dispositivi elettrici ed elettronici
  • Produrre oggetti dal profilo ambientale migliore, riducendo al massimo la presenza di sostanze pericolose all’interno delle apparecchiature
  • Trattare in modo corretto i RAEE, una volta che vengono smaltiti 

 

È importante sottolineare che i piccoli RAEE sono solo apparentemente “più innocui” rispetto ai RAEE di grandi dimensioni, e che anzi sono proprio loro a correre maggiormente il rischio di essere smaltiti in modo scorretto. Normalmente, infatti, chi acquista un nuovo elettrodomestico di grandi dimensioni esercita il suo diritto di chiedere al rivenditore di ritirare il vecchio, che viene quindi avviato a un centro di smaltimento, mentre è più frequente che siano i piccoli oggetti come lampade, telefoni ed elettrodomestici a venire semplicemente gettati insieme ai rifiuti indifferenziati. Perché questo non succeda, è importante che tutti siano informati in merito alle corrette modalità di smaltimento dei RAEE e all’importanza di conferirli presso centri specializzati o di restituirli ai rivenditori che si occuperanno poi di inviarli agli impianti in grado di trattarli.

 

Come si riciclano i RAEE

I RAEE, una volta raccolti separatamente, vengono trattati in centri specializzati, che devono aver ricevuto l’autorizzazione alla gestione di rifiuti di questo tipo e che devono dimostrare di essere in grado di utilizzare «le migliori tecniche di trattamento, di recupero e di riciclaggio disponibili», come indicato nella normativa che regola il settore. 

Le fasi di trattamento dei RAEE sono molteplici e variano a seconda della tipologia di rifiuti trattati, ma prevedono in linea di massima almeno cinque diverse fasi:

    • Stoccaggio dei rifiuti, in attesa del loro trattamento
    • Messa in sicurezza (bonifica), ovvero eliminazione delle componenti pericolose (liquidi refrigeranti dei frigoriferi, mercurio e così via)
    • Triturazione dei rifiuti per ridurne la pezzatura
    • Separazione dei materiali, ovvero suddivisione delle principali componenti (plastica, metalli ferrosi, metalli non ferrosi…) che costituiscono il rifiuto
    • Recupero dei materiali, ovvero differenziazione dei singoli materiali presenti.

Si calcola che in questo modo sia possibile recuperare e riciclare l’80% dei materiali che compongono i RAEE (che contengono anche quantità piccole ma significative di metalli pregiati come oro, argento o rame) rendendoli nuovamente utilizzabili per nuove applicazioni. 

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