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Impianti per il riciclo di ogni tipo di plastica: ecco come i rifiuti si trasformano in materia prima seconda

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Riciclare la plastica è una scelta fondamentale per la tutela dell’ambiente: questo materiale, infatti, impiega decenni o secoli a degradarsi, e il suo recupero e riutilizzo come materia prima seconda sono fondamentali per contrastare l’inquinamento che deriva dal suo abbandono in natura o dal conferimento in discarica.

La salvaguardia dell’ambiente non è, però, l’unico buon motivo per riciclare la plastica. Questo materiale, una volta riciclato, può essere riutilizzato in innumerevoli lavorazioni industriali e può trasformarsi in un’ampia gamma di prodotti, che spaziano dai filati per maglioni e coperte in pile alle membrane utilizzate nell’edilizia, passando per le confezioni dei medicinali e l’oggettistica per la casa o per l’auto.

Il riciclaggio di questo particolare materiale è un processo piuttosto complesso perché i rifiuti plastici – conferiti direttamente dagli utenti negli appositi contenitori per la raccolta differenziata – contengono plastiche di vario tipo, che necessitano di trattamenti differenti e che, una volta completato il processo di riciclo, avranno destinazioni d’uso diverse.

Le tipologie di plastica

La plastica può essere utilizzata per l’imballaggio di prodotti, ma anche per la produzione di un’enorme varietà di oggetti di uso comune. A seconda del tipo di utilizzo, i prodotti e gli imballaggi possono essere realizzati in plastiche di diverso tipo, come ad esempio:

  • PET, polietilene tereftalato: questa tipologia di plastica – stabile, trasparente e resistente agli urti – è quella che viene normalmente utilizzata per la produzione di bottiglie d’acqua o di altre bevande
  • PS, polistirene: ottimo isolante, viene utilizzato sia negli imballaggi che per la produzione di vari oggetti di uso comune, dalle vaschette per alimenti alle custodie dei CD
  • PE, polietilene: questa plastica è di uso estremamente comune e viene utilizzate per moltissimi tipi di imballaggio
  • PP, polipropilene: moltissimi prodotti alimentari sono contenuti in recipiente di polipropilene, il materiale in cui sono realizzati anche i tappi delle bottiglie. L’utilizzo di questo tipo di plastica però non si ferma qui, dato che il polipropilene è usato anche per la produzione di oggetti, nei pannelli fonoassorbenti e come materiale di imballaggio.
  • PVC, cloruro di polivinile: plastica estremamente resistente all’abrasione, all’usura, all’attacco di agenti chimici e batterici e all’invecchiamento. Date queste caratteristiche, viene ampiamente utilizzata nell’edilizia (infissi, rivestimenti, tubi…)

Il riciclaggio e il recupero delle diverse tipologie di plastica

Il riciclaggio della plastica comincia con l’apertura dei sacchi contenenti i rifiuti, che può essere effettuata con apposite macchine (come l’aprisacchi AS 450 di CAMEC) studiate per il disimballaggio di materiali non eccessivamente pressati. I rifiuti possono anche essere trattati con un laceratore (LC 450) che, senza ridurli di volume, si limita a disgregarli per rendere più facili le successive fasi di lavorazione.

Una volta che i sacchi sono stati aperti e il materiale è stato disgregato viene effettuata una prima separazione dei corpi estranei (polvere, metallo, legno, carta…) presenti all’interno, necessaria per rimuovere tutti i rifiuti diversi dalla plastica.

Una volta eliminate tutte le materie non-plastiche, si procede a una prima selezione necessaria per separare le plastiche più leggere (PE e PP) da quelle più pesanti (PET e PVC). Questa differenziazione viene normalmente effettuata tramite centrifughe, immersione dei rifiuti in vasche piene d’acqua o attraverso l’utilizzo di soffi d’aria. La plastica più preziosa, come ad esempio quella utilizzata per le bottiglie delle bevande, viene anche differenziata sulla base del colore (le bottiglie trasparenti vengono separate da quelle azzurre e da quelle di altri colori).

Una volta differenziata la plastica, si procede alla sua frantumazione e triturazione, necessaria per ridurre la sua pezzatura. Questo passaggio è fondamentale per le successive fasi di lavorazione, e dev’essere effettuato con strumenti in grado di triturare in modo efficace sia le plastiche più resistenti che quelle più “preziose”, come il PET. I monorotori potenziati GS/GL e i granulatori MG, progettati per la macinazione e la riduzione di volume degli scarti di materie plastiche eterogenee, sono in grado di svolgere efficacemente questo compito, riducendo la quantità di polvere creata durante il processo di granulazione e garantendo un notevole risparmio energetico.

Una volta triturata e ridotta di pezzatura, la plastica viene lavata e poi essiccata sottoforma di chips o scaglie, pronte per essere riutilizzate per la produzione di prodotti in plastica riciclata.

 

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